Medicina, il premio Vera Srebot per giovani cardiologi

di Askanews

Pisa, 14 lug. (askanews) - La medicina fa progressi anche grazie all'entusiasmo e alla curiosità dei giovani. E' con queste motivazioni che è stato istituito un premio alla memoria di Vera Srebot, figlia del noto ginecologo Massimo Srebot e di Marta Lupetti, anche lei medico, e scomparsa nel 2014, a soli trent'anni.Michele Emdin, con Claudio Passino responsabile clinico e scientifico della Fondazione Monasterio, entrambi professori di cardiologia alla Scuola Superiore Sant'Anna"Una persona speciale, che si era laureata nel nostro istituto e che nel momento della malattia ha ricercato il contatto con quell'ospedale speciale fondato dal mio maestro, il professor Donato e con le persone cui aveva una dimestichezza fraterna".Il premio è dedicato ai giovani medici attivi in ambito sperimentale o clinico nel settore della cardiologia."Non solo sulla base della qualità dei progetti di ricerca, ma anche sulla presentazione che fanno sulla propria persona, sulle motivazioni che li hanno spinti verso la professione medica", spiegato Emdim. Al contributo della Fondazione "Vera nel cuore onlus", e della Fondazione Monasterio si aggiunge quello Edda Bresciani, la grande egittologa scomparsa di recente. Il premio "Vera Srebot", giunto alla quarta edizione, ha ricevuto il patrocinio di Azienda Usl Toscana Nord Ovest e dell'Ordine dei Medici di Pisa. Fra i premiati Nicola Riccardo Pugliese e Fabiana De Martino"Per me è un grande onore ricevere questo premio, soprattutto perché ho avuto la possibilità di conoscere di persona Vera Srebot durante la mia formazione. Per me è fondamentale condividere il sapere con gli altri per migliorare il benessere comune", ha detto Pugliese."Ero a conoscenza da anni di questa iniziativa per cui mi sono candidata a settembre, appena uscito il bando, poi c'è stato qualche ritardo quest'anno, dovuto al covid, e poi abbiamo saputo finalmente, pochi giorni fa, della notizia della premiazione", ha dichiarato De Martino.